Orvieto, Giovedì 28 Agosto 2008

In Italia, ogni anno, una persona su 800 viene colpita da arresto cardiaco. L'arresto cardiaco non trattato tempestivamente si trasforma nel giro di pochissimi minuti in morte improvvisa, che incide in Italia in circa 50 mila eventi ogni anno. Si tratta quindi di un fenomeno quantitativamente rilevante che si manifesta prevalentemente al di fuori delle strutture sanitarie. Il 50% degli arresti cardiaci, e quindi delle morti improvvise, si verifica a domicilio, il 33% sul posto di lavoro, il 12 % per strada, il 5% durante attività ricreative.

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IL PROGETTO

La Premessa

 

 

 

 

In Italia, ogni anno, una persona su 800 viene colpita da arresto cardiaco.
L'arresto cardiaco non trattato tempestivamente si trasforma nel giro di pochissimi minuti in morte improvvisa, che incide in Italia in circa 50 mila eventi ogni anno.
Si tratta quindi di un fenomeno quantitativamente rilevante che si manifesta prevalentemente al di fuori delle strutture sanitarie.
Il 50% degli arresti cardiaci, e quindi delle morti improvvise, si verifica a domicilio, il 33% sul posto di lavoro, il 12 % per strada, il 5% durante attività ricreative.

   

Il Problema

Nell'arresto cardiaco la persona cade improvvisamente a terra, pallido, incosciente e senza polso e respirazione.
E' necessario agire ed è necessario agire con la massima tempestività visto che dopo 4 - 6 minuti di arresto cardio-circolatorio iniziano danni cerebrali che divengono danni irreversibili dopo solo 10 minuti.
La possibilità di salvare persone colpite da arresto cardiaco si riduce del 10% ogni minuto che passa dall'inizio dell'evento.
Un trattamento immediato con defibrillazione elettrica precoce entro 4 minuti dall'arresto cardiaco può aumentare la sopravvivenza fino al 50%.
In presenza di un arresto cardiaco e' fondamentale chiamare i soccorsi urgentemente spiegando con precisione la situazione affinché arrivino sul posto il prima possibile, pronti e preparati per un intervento rapido ed efficace. 

E' assolutamente eccezionale però che i soccorsi finora sperimentati possano giungere sul posto entro un tempo tanto breve.

   

La Soluzione

E' nel territorio, e meglio ancora nel luogo dell'arresto cardiaco, che bisogna trovare le modalità di intervento per trattare l'arresto cardiaco nei tempi utili.
Data la rapidità della insorgenza dei danni cerebrali, è fondamentale che in attesa dei soccorsi si proceda immediatamente al massaggio cardiaco ed alla respirazione artificiale per ritardare i danni anossici cerebrali in attesa di poter correggere la causa dell'arresto cardiaco ed evitare la morte improvvisa.
Solo la presenza di testimoni all'arresto cardiaco e solo la presenza di testimoni esperti nella rianimazione cardiopolmonare permette di "guadagnare tempo" in attesa che intervenga la defibrillazione elettrica ad interrompere l'aritmia che più frequentemente è causa dell'arresto cardiaco.
E solo dalla densità dei testimoni esperti nella rianimazione cardiopolmonare nasce la maggiore o minore possibilità di poter guadagnare quel tempo da spendere nell'attesa della terapia degli arresti cardiaci sia che si verifichino a domicilio, che nel posto di lavoro, che per strada .
La soluzione consiste pertanto nella formazione e nell'addestramento di un numero incredibilmente elevato di laici rianimatori di primo soccorso, capaci di svolgere tutte le manovre della catena della sopravvivenza: dall'allarme alla rianimazione cardiopolmonare fino alla defibrillazione precoce in attesa di poter consegnare al "118" un paziente vivo e senza i danni cerebrali propri dell'arresto cardiaco prolungato e non trattato.
Il progetto di cardioprotezione di un luogo che sia una città, un paese, un borgo, una azienda, o qualunque altro luogo, trova concretezza nella creazione di un numero tanto elevato di laici rianimatori da costituire una comunità di cittadini esperti in rianimazione di primo soccorso.
Solo dopo aver ottenuto una diffusione capillare di laici esperti di rianimazione cardiopolmonare nel territorio potrà essere presa in considerazione una diffusione di defibrillatori semiautomatici per una defibrillazione precoce ad opera di laici rianimatori di primo soccorso già in attesa dei mezzi di pronto soccorso. 
Si tratta di defibrillatori definiti intelligenti ma non tanto da poter sostituire la rianimazione cardiopolmonare e quindi i laici rianimatori. 

   

L'Obiettivo

E' obiettivo primario del progetto "CITTA' CARDIOPROTETTA" ottenere un numero straordi-nariamente elevato di cittadini esperti in rianimazione cardiopolmonare sì da poter essere "occasionalmente" in ogni casa, in ogni posto di lavoro, e quindi tanti, tantissimi, in ogni piazza, in ogni strada, in ogni borgo, in ogni paese, in ogni città.
Avere tanti laici rianimatori cardiopolmonari vuol dire avere più probabilità dell'incontro tra l'arresto cardiaco ed un laico rianimatore e quindi di poter guadagnare tempo prezioso in attesa dell'intervento del "118".
La diffusione capillare in un luogo da cardioproteggere dall'arresto cardiaco di laici rianimatori costituice la fase fondamentale del nostro progetto senza la quale è inutile procedere alla capillarizzazione dei defibrillatori semiautomatici.
Acquistare defibrillatori semiautomatici senza avere laici rianimatori può essere una operazione "di effetto" ma tale operazione non risolve il problema dell'arresto cardiaco e della morte improvvisa nel territorio.

   

La Formazione

La prima fase della formazione è costituita da una campagna di informazione e di sensibilizzazione della popolazione del luogo da cardioproteggere attraverso mass-media, manifesti e quante altre iniziative di presentazione del progetto "CITTA' CARDIOPROTETTA".
Tale campagna è volta a far comprendere l'importanza e la bellezza di creare un luogo cardioprotetto attraverso i propri abitanti e per reperire tra di loro quel numero "incredibilmente elevato" di persone motivate a divenire laici rianimatori di primo soccorso indispensabile per il successo del progetto.
La seconda fase è più propriamente di formazione dei laici rianimatori di primo soccorso. 
La formazione dei laici rianimatori di primo soccorso avverrà ad opera di istruttori BLS-D certificati IRC attraverso corsi di rianimazione cardiopolmonare cerebrale con utilizzo del defibrillatore automatico esterno secondo le modalità delle linee guida internazionali.
La finalità dei corsi è di fornire agli aderenti al progetto gli strumenti e le metodologie atte ad intervenire su un individuo di età superiore agli 8 anni in una situazione di arresto cardiaco.
Ogni corso, limitato ad un numero di iscritti tra i 15 ed i 30 laici, sarà della durata di almeno 5 ore divise in parte teorica ed in parte pratica con training su manichino.
Il superamento del corso è subordinato ad un esame finale.
La quota di partecipazione al corso sarà rigidamente a carico del partecipante al corso.
Si accederà alla terza fase, con la progettazione di una opportuna e strategica diffusione nel territorio dei defibrillatori, in base al numero dei laici rianimatori istruiti.
La quarta ed ultima fase del progetto "CITTA' CARDIOPROTETTA" consisterà nel programma di retraining per i laici rianimatori di primo soccorso con corsi di ripasso delle manovre di rianimazione ed adeguamento delle stesse alle nuove linee guida e di tests periodici per i defibrillatori.

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